Quanti chilometri di piste ciclabili ha Reggio Emilia? Questo numero, il Comune lo conosce con precisione. Quante persone le usano ogni giorno, su quali tratti, in quali fasce orarie, con quali variazioni stagionali? Su questo, oggi, non esiste alcuna risposta affidabile.

Non è un dettaglio tecnico. È l'assenza di un monitoraggio della ciclabilità che la pianificazione della mobilità sostenibile dovrebbe garantire per legge.

Il monitoraggio della ciclabilità è un obbligo, non una buona intenzione

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) non è un documento che si scrive e si archivia. Il Decreto Ministeriale 4 agosto 2017, n. 233 — la norma che ne definisce i contenuti a livello nazionale — stabilisce che il PUMS deve essere sottoposto a un monitoraggio con cadenza almeno biennale, finalizzato a verificare gli scostamenti rispetto agli obiettivi previsti e a individuare le eventuali misure correttive.

Il PUMS di Reggio Emilia è stato approvato dal Consiglio Comunale il 15 maggio 2023 (Delibera n. 96). Significa che l'Amministrazione ha già, o avrà a breve, l'obbligo di rendicontare se gli obiettivi di quel Piano — inclusi quelli sulla mobilità ciclistica — si stanno effettivamente realizzando.

Per farlo servono dati. Dati continuativi, non una fotografia isolata. E qui si apre il problema: per la mobilità veicolare esistono varchi, spire semaforiche, sistemi di rilevazione consolidati da anni. Per la mobilità ciclistica, a Reggio Emilia, questi sistemi semplicemente non ci sono.

Il divario che nessuno vede

Il rischio è quello descritto bene nella letteratura tecnica sulla pianificazione ciclabile: un ufficio tecnico comunale può sapere quanti chilometri di piste ciclabili o quante rastrelliere sono distribuite in città, ma difficilmente saprà quante persone si spostano realmente in bicicletta da un punto A a un punto B, su quale itinerario, con quale continuità nel tempo.

Si crea così un divario informativo: conosciamo l'offerta infrastrutturale, ma non la domanda reale che la attraversa. E senza questo secondo dato, ogni valutazione — "quell'intervento ha funzionato?", "quella pista è usata?", "gli obiettivi del PUMS sono sulla buona strada?" — resta un'opinione, non una verifica.

I metodi tradizionali di conteggio hanno tutti limiti noti: il conteggio manuale (il metodo storicamente usato dalle associazioni ciclistiche) è affidabile ma dispendioso e fortemente condizionato dal meteo del singolo giorno di rilevazione; le app di tracciamento GPS raggiungono solo un campione di utenti volontari, spesso sportivi, non rappresentativo della popolazione ciclistica nel suo complesso; i contatori automatici fissi sono il metodo più solido per i trend di lungo periodo, ma richiedono investimenti che finora non sono stati fatti su rete ciclabile.

MisuRE: colmare il vuoto con mezzi civici

È in questo spazio che nasce MisuRE: un sistema di monitoraggio civico basato su smartphone Android riciclati, alloggiati in contenitori impermeabili con alimentazione solare, installati in punti precisi della rete stradale e ciclabile.

Il funzionamento è semplice nel principio: ogni dispositivo osserva un punto fisso e classifica ciò che vi transita — auto, moto, bus, biciclette e pedoni — distinguendo le diverse categorie di utenza della strada. I dati grezzi vengono poi inviati a un server che li elabora e restituisce una serie di indicatori:

Dato prodotto Cosa indica
Conteggio per categoria Numero di auto, moto, bus, bici e pedoni transitati nel punto di rilevazione
Andamento orario Distribuzione dei passaggi nelle 24 ore, per individuare i picchi di utilizzo
Andamento giornaliero/settimanale Variazioni tra feriali e festivi, effetto meteo, stagionalità
Serie storica Confronto nel tempo per lo stesso punto, utile a valutare l'effetto di un intervento (prima/dopo)
Velocità media rilevata Stima della velocità di transito per categoria di utente
Modal share locale Quota percentuale di ciascuna modalità di trasporto sul totale dei transiti rilevati in quel punto specifico — un dato puntuale e locale, non generalizzabile all'intera città senza una rete di sensori sufficientemente estesa

Un punto fermo, non negoziabile: i dispositivi non registrano né memorizzano targhe, volti o qualunque altro dato identificativo. La classificazione avviene in tempo reale sul dispositivo stesso e ciò che viene trasmesso e conservato è esclusivamente il dato aggregato — il conteggio per categoria — mai l'immagine o l'informazione personale che l'ha generato.

Non è un progetto che nasce per sostituirsi a un sistema di rilevazione istituzionale — è un modo per costruirlo dove oggi non esiste, a un costo compatibile con le risorse di un'associazione di volontariato. Ogni scelta tecnica è dichiarata, ogni dato verificabile, nessuna cifra pubblicata senza il contesto necessario a interpretarla correttamente. Tutto questo viene reso disponibile come open data.

Perché conta più di quanto sembri

Avere dati continuativi, anche solo su alcuni punti della rete, cambia la natura delle domande che possiamo porci. Non solo "quanti passano", ma: questo numero cresce o cala dopo un intervento infrastrutturale? Si sposta nel tempo insieme alla qualità dell'aria — alle concentrazioni di PM10 e PM2,5 — nei giorni in cui il traffico motorizzato è più intenso? C'è una relazione osservabile, anche solo indicativa, tra l'uso della bicicletta e altri indicatori di salute pubblica e ambientale che il Comune già monitora per altri scopi?

Sono domande a cui oggi non possiamo rispondere, perché manca il dato di base. MisuRE non pretende di risolverle da solo, ma vuole essere un primo tassello: uno strumento di lettura del territorio, prima ancora che uno strumento di conteggio.

Colmare questo vuoto non è compito di un solo soggetto. Riguarda l'Amministrazione, che ha per legge il dovere di monitorare i risultati del proprio PUMS, ma anche la cittadinanza attiva, le associazioni, chiunque abbia a cuore che le scelte sulla mobilità si basino su ciò che accade davvero nelle strade, e non su impressioni. È in questo spirito — di contributo, non di sostituzione — che continueremo a sviluppare MisuRE nei prossimi mesi.


Fonti: Decreto Ministeriale 4 agosto 2017, n. 233; Delibera di Consiglio Comunale di Reggio Emilia n. 96 del 15/05/2023.